Con Hulk andiamo a chiudere quel circolo eletto di recensioni, dedicate a ciò che abbiamo definito “triumvirato Marvel”: Avengers, Venom ed Hulk. Quelle, che secondo noi, erano i cavalli di razza su cui puntare. A conti fatti 2 su 3 si sono rivelati bei restart… e Hulk? confermerà o ribalterà totalmente la situazione? senza tenervi inutilmente sulle spine, confermerà tutto; e anzi supera i primi due. Ma prima di esaltarne le qualità parliamo dello spillato.

Lo spillato

Prima pagina dell’albo; è lo stesso autore ad indicarci questo luogo come primo momento in cui si rivolge a noi mediante uno specchio. Un ragazzo in difficoltà, che alla fine di quello che sta per accadere, chiederà ad Hulk se è o meno una persona cattiva. Momento di confessione con il proprio specchio (Hulk) che farà anche Bruce Banner, e lo stesso Hulk, a sua volta, si rivolgerà a noi creando un’affascinante triangolazione Specchio/Hulk/rimorso.

insieme al Doctor Strange, Hulk – come esperimento di Panini comics– uscirà solamente in fumetteria e non anche nelle edicole, in un formato per noi inedito: un mensile di 24 pagine a 2 euro. Estremamente “magro” nel contenuto e nella foliazione, esso si presenta con una bellissima copertina di Alex Ross, che ne curerà anche le successive.

Lo specchio

tema portante dell’intera storia è un classico topos nella narrativa: l’alter ego, il mio altro, la mia copia distorta, la dualità che è anche unità. Tutto questo vi è già nella prima pagina, con un personaggio appena introdotto che proprio da uno specchio si rivolge a noi. Lo specchio per Al Ewing sarà anche una sorta di stargate per comunicare con il mondo reale. Sta parlando con me ? ce l’ha con me?

Così come gli specchi, Hulk che in essi vi abita, si rivolgerà al lettore. Andando ad amplificare il lato inquietante di per sé già presente in questo restart. Evidenti luoghi comuni di una narrazione Horror sono padroni di questo primo numero. Un mostro che compare con il calare della notte, sguardi tanto penetranti quanto inquietanti, degli specchi capaci di risposta, grotteschi sorrisi che rimangono vividi nella memoria a lungo, una giustizia sommaria operata da un mostro fin troppo intelligente. Dimenticate lo stupido Hulk che “spacca!”, qui è molto più loquace di Bruce Banner, sapendo intrattenere conversazioni davvero taglienti. Punto forte di questo restart è proprio nell’equilibrio dei dialoghi: poco presenti quando serve, lasciando la comprensione della vicenda ad un’ottima storytelling; mentre in altri punti, dialoghi davvero raffinati che conoscono un leitmotiv (lo specchio) ed una sapiente circolarità, laddove la chiusura abbraccia l’inizio.

La storia

Essa è molto semplice e circoscritta, nel suo rimembrare la serie tv anni 80, con il tema del vagabondo malinconico. Pur nella sua semplicità, è decisamente capace di mostrare il futuro di questa serie, e per come è stata ben orchestrata, la sua  perdurante qualità. Abbiamo un continuo re-indirizzamento di Pathos. Per chi dobbiamo dispiacerci? della bambina uccisa? di sua madre che sta per vederne il corpo? del carnefice che però è a sua volta preda di qualcun altro? ed Hulk cos’è in questa storia? in pochi attimi, conosciamo già dalle prime pagine, momenti intensi, cupi, sbagliati, troncati. Come tale, è un dialogo che conoscerà interruzione per  un colpo di pistola ai danni di Bruce; il che, però, non impedirà ad Hulk di completare quanto iniziato dal suo alter ego; mostrandone una continuità (ed una unità) estremamente interessante, e non un due come lo specchio lasciava intendere.

I disegni

Eccellenti, espressività notevole. Volti grotteschi, deformi, primitivi, catturano totalmente l’attenzione. Un sapiente ed elegante uso della griglia a 6 restituisce una narrazione davvero intensa. Hulk nella sua fisicità imponente, nei suoi tratti primitivi, nel suo sorriso così dannatamente sbagliato, ferisce con la lingua ancor prima che con la violenza fisica, mostrandosi come un’icona horror dal potenziale sconfinato. Un grandissimo merito all’artista Joe Bennet che sa alzare l’asticella dei disegni raggiungendo l’ottimo livello della sceneggiatura.

Conclusione

Nello specchio vi si sintetizza tanto una sottile rottura della quarta parete -quanto basta per produrre disturbo- tanto un momento etico autocosciente : ” non sono una persona cattiva, che ne dici?” confermando un altro topos narrativo dello specchio; quello che lo vede nelle vesti morali di un doppio distorto da tener nascosto, come un quadro in soffitta. Hulk è un giustiziere? un mostro ? …ma se fosse entrambe le cose?

continuerai a leggerlo?

ma che domande inutili

Hulk 1

2 €
8.5

Sceneggiatura

8.5/10

Disegni

8.5/10

Pros

  • Sceneggiatura e Disegni di altissimo livello
  • Una metafora dello specchio che rompe la quarta parete in modo disturbante
  • Probabilmente il miglior primo numero di questo restart
  • un Al Ewing pieno di idee e in forma smagliante
  • Un Horror molto mentale e intenso

Zeno

Laureato in filosofia, maestro d'ascia e immenso mentitore. Passa le sue giornate ad acquistare fumetti che forse un giorno leggerà e mai recensirà. Fra le altre cose è degno di sollevare mjolnir, ha un anello delle lanterne verdi nel cassetto ed è il cugino di Hegel.