“Ti ho promesso un articolo entro domenica, avrai un articolo entro domenica, ma non so su cosa ancora”.

Io venerdì sera a Zeno

“Hey, so parlare! Tu sai parlare?”

“…”

Conversazione tra conigli

Dopo alcuni improperi legati alla nuova formattazione delle citazioni che per qualche ragione non sta veramente funzionando, e dopo – in realtà prima – essermi disperato perché non sapevo di cosa parlare, ho (ri)trovato un’operetta, anzi un autore, interessante da mostrarvi.

Torniamo quindi con le Suggestioni Brevi e con Dakota McFadzean, che non è un nome da donna come invece pensavo.

Dakota è un vignettista canadese, padre di due figli, ha a carico due raccolte stampate di strisce, pubblicato sul The New Yorker, lavorato per la Dreamworks, trovate tutto sul suo sito.
Sito che dovrete visitare in ogni caso perché ci trovate anche un sacco dei suoi fumetti – o link agli stessi o a dove acquistarli. È un vignettista nel XXI secolo, la maggior parte del suo lavoro è reperibile per forza di cose online.

Lo stile di McFadzean è come potete aspettarvelo: ricorda a tratti i classici Shulz, Watterson, con però la pulizia e la consapevolezza delle palette tipiche dell’illustratore digitale di questo millennio.
Anche l’ironia e la rappresentazione della vita quotidiana sono assolutamente in linea con quel tipo di produzione – se devo paragonarlo a qualcosa, Calvin & Hobbes è sicuramente, senza dubbio, quel qualcosa -, e vi divertiranno sicuramente.

Cosa lo distingue? L’assurdità di quello che rappresenta.
Una testa fluttuante che va a mangiare alla casetta degli uccellini; un uomo che si sveglia con le budella fuori dal corpo, le rimette a posto, vive la sua giornata, ma continua a perderle e a lamentarsi, una seccatura qualsiasi; un bambino si sveglia nel cuore della notte spaventato, ed è nella bocca di un mostro, con tutto il letto s’intende.

I temi ricorrenti della sua produzione sono l’isolamento, l’infanzia e in particolare l’immaginario dei bambini, il non sentirsi adeguati, e in generale il rapporto tra società e individuo. Solo che la finzione diventa letterale, il reale diventa metaforico. Rigorosamente, quasi.
Quest’uomo è un illustratore con un’immaginazione potente, che riesce a costruire tavole mute piene di idee, contesto, sottotesti, e che quando parla tanto riesce a dire tante cose.

Ho intenzione di proporvi due brevi storie, entrambe credo siano riconducibili al vissuto dell’autore.

La prima delle due parla del rapporto con uno dei suoi figli, direi il primo a giudicare dalle immagini, ed è un rapporto assolutamente ordinario in fin dei conti. Fa piacere vivere la tenerezza del bambino, le difficoltà del genitore nel conciliare la carriera di padre e di vignettista.
Il dettaglio che tradisce lo stile unico dell’artista è un rimando in fin dei conti secondario, inserito forse solo per dare un pretesto alla narrazione, che non vi rivelo.
Questo è il link a Soon We’re Both Screaming, purtroppo non ho potuto inserire direttamente qui le vignette.

La seconda è in qualche modo complementare alla prima, perché parla del genitore che è figlio a sua volta.
Ciò che prima di tutto salta all’occhio è che nel momento in cui il punto di vista passa dall’adulto al bambino il mondo si capovolge, quei pensieri e quegli slanci che prima potevamo solo cercare di intuire dalle parole semplici del bambino ora sono il contesto, fin troppo reale, in cui si muove la storia.
Si tratta, essenzialmente, di un aneddoto legato a una memoria d’infanzia lontana, raccontata dalla voce di un adulto, che si percepisce decisa e matura, ma come è stata filtrata dalla mente incerta di un bambinetto di 3 o 4 anni e poi da tutti gli anni in cui ha vissuto da ricordo, che hanno rimosso ogni contorno, ogni dettaglio che poteva farci ancora svelare i trucchi e gli inganni, aggrapparci al mondo degli adulti.
Signori, ecco a voi Gnoshlox.

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Xoxo vostro Prep.


MrPrep

Aspirante studente e pigro dalla nascita, appassionato di storie in ogni forma e di sentenze sensazionalistiche poco argomentate. Per altri dettagli vi rimando all'autobiografia che non scriverò mai dal titolo provvisorio di 'Indecisi' - 'Mainstream' era già preso.