Oggi ci troviamo a recensire il primo numero di una serie Marvel promettente come poche: Venom. Un personaggio che ha conosciuto, sopratutto nell’ultimo periodo, una fase editoriale davvero poco brillante e spesso al di sotto della sufficienza. Tutto questo viene cancellato da Donny Cates; con un colpo di spugna, questo primo numero dà nuova linfa vitale a questo personaggio, che conosce davvero una miriade di novità senza però confondere il lettore o dare l’idea che ci sia troppa carne al fuoco. Esso rimane un primo numero, che in quanto tale deve essere perfettamente fruibile per i nuovi lettori. Senza dilungarsi in inutili spiegoni, Cates vi dirà quanto basta, e lo farà  con il contagocce; concentrandosi maggiormente sulle succitate novità. Le quali fanno capo ad un centro comune che possiamo riassumere in una domanda: Venom è  un individuo composto da un essere umano e da un alieno, ma quest’ultimo avrà pure una sua storia, una genesi della propria specie, una loro cultura, o no? Alieno non per forza deve significare fantascienza becera fatta di laser e muco; è anzi, una rara occasione per presentarci aspetti sociali, religiosi e culturali radicalmente diversi dai nostri, ed è quello che Cates si ripromette di fare.

Lo spillato

Prima di entrare nel merito, parliamo brevemente dello spillato. Il quale ci viene proposto come un quindicinale da 3,50 euro contenente due storie: il vero e proprio primo numero e il secondo. Quindi, in un colpo solo, avremo modo di proseguire brevemente la nostra lettura per farci un’idea più concreta di cosa aspettarci. Sappiamo già che nel futuro questo quindicinale ospiterà  quelle mini serie che Donny Cates ha architettato per arricchire il proprio” venomverse”, diventando un quindicinale decisamente completo.

Problemi di coppia

Ad un certo punto vi si proporrà davanti la domanda “chi è Eddie Brock?” ma è davvero questa la domanda importante? Proseguendone la lettura, troverete una risposta, e capirete la direzione che la gestione Cates vuole prendere; focalizzandosi innanzitutto sul klyntar in un modo inedito. Cosa sarebbe però una serie su Venom senza parlare del rapporto simbiotico fra i due individui? Qui, come non mai, è problematico prendendo sfumature psicotiche e invadenti. Un alieno che ha incubi e paura, che non è lucido, che è a disagio e malato. Accompagnato da un Eddie che prova a zittirlo con gli psicofarmaci, mostratoci come un uomo stanco e incapace di trovare un qualsivoglia impiego per via di questa voce che continua a rimbombare nella sua testa. Tutto ciò prende le forme di un momento didascalico continuo, ma piacevolmente invadente che accompagnerà la lettura; la quale vi ricorderà, a tratti, un racconto autobiografico. Una biografia, che per ovvie ragioni, ha che vedere con l’individuo, riprendendo le forme di una storia molto mentale e oscura, fra psicosi e inconscio, incubi ed un passato rimosso. un rapporto simbiotico non solo molto problematico ma anche messo in questione. Un rapporto storico e originario a livello editoriale, quello fra Eddie e il klyntar, che viene frantumato da banalissime domande che soventemente riecheggiano sulle labbra di una fidanzata scettica. Mi conosce davvero? Eddie conosce il nome del suo alterego? la sua età? …la sua taglia? un racconto biografico interiore e denso, che conosce una perfetta rappresentazione grafica da parte di Ryan Stegman che ci restituisce in tonalità scure, volti aberranti e duri tratti (sopratutto con Eddie). Uno stile che se da un lato strizza l’occhio al classico, quando vediamo venom in opera, dall’altro ricorda momenti di una marvel precedente – e di nuovo- cupa. Un aggettivo dominante nel nostro artico e strutturante per questa storia, che si apre con un incipit esplosivo in perfetto stile cinematografico.

Note critiche

Nulla da rilevare nella sceneggiatura, esse si spostano solamente sui disegni. I quali non sempre propongono dei primi piani degni, con una espressività granitica e monolitica ( Eddie digrigna i denti pressoché sempre, conoscendo probabilmente una paralisi di cui noi non ne siamo a conoscenza). A ciò da aggiungersi, infine, alcuni character design che non sono riuscito a digerire, e alcune scene dinamiche che non conoscono una prospettiva ed una anatomia esatte.

Conclusione

“ti schiaccio il cuore”

Una minaccia che l’alieno, in un momento ricco di drammaticità, rivolge al suo compagno, mostrandone la cieca rabbia psicotica; che però si concretizzerà nel suo opposto. Quando Eddie- come è solito fare- è sul punto di morire, vediamo il simbionte preoccupato e perso, che le prova tutte pur di rianimare il suo amico, arrivando di fatto a “stritolare” il suo cuore ma solo per farlo ripartire. In questo credo si sinterizzi bene tutto l’andamento di questi primi due numeri che abbiamo avuto la fortuna di leggere nel nostro  numero 1 italiano. Un rapporto che per quanto problematico e messo in questione, non conosce separazione. Il paragone ad una coppia difficile che ritorna in modo naturale, come è giusto che sia. Un primo numero che propone tantissime domande e preconfigura momenti di estremo interesse per il futuro… e il passato: tanto con l’epica norrena tanto con il Vietnam, questi simbionti sono sulla Terra da moltissimo tempo e Cates ce ne vuole parlare, toccando difatti, una moltitudine di generi diversi; l’impressione è dunque quella di una gestione poliedrica che non si vuole incardinare in modo cieco su un genere ed un solo modo di narrare. Avremo Dei, fantascienza, epica, autobiografia, inconscio, turbe psichiche, fasi eroiche, fantastoria e chissà cos’altro. Più che inizio o restart è proprio un nuovo e nuovissimo inizio. Tante nuove idee da colui che è diventato uno degli sceneggiatori su cui marvel sta puntando di più, e che ha già mostrato di avere idee freschissime. Ricordatevi però una sola cosa: Dio sta arrivando.

continuerai a leggerlo?

Sicuro, con una certezza che supera quasi tutte le altre serie. Troppa Hype per il futuro

Venom 1

3,50 €
8.2

Sceneggiatura

8.5/10

Disegni

7.8/10

Pros

  • Tantissime nuove idee
  • Una serie che promette di essere un punto fondamentale nella storia del simbionte
  • Molto mentale, una storia all'insegna del dramma psichico
  • Disegni che rispecchiano questo mood così cupo
  • Una delle serie di punta dell'attuale panorama marvel

Cons

  • imprecisione su alcuni primi piani e sull'espressività monolitica
  • alcune dinamiche che non godono di una prospettiva ben realizzata
  • Character design non sempre funzionante

Zeno

Laureato in filosofia, maestro d'ascia e immenso mentitore. Passa le sue giornate ad acquistare fumetti che forse un giorno leggerà e mai recensirà. Fra le altre cose è degno di sollevare mjolnir, ha un anello delle lanterne verdi nel cassetto ed è il cugino di Hegel.