Memorie di un Simbionte —

Le origini

Negli anni 80 il nostro amichevole arrampicamuri di quartiere attraversò una fase noir. La storia l’avete sentita in qualche versione, la prima dovrebbe essere che Peter trova un bel costume intelligente nello spazio e decide che gli piace di più del suo costume rosso e blu – di cosa passasse per la testa a chi mise i supereroi in calzamaglia negli anni 60 parleremo in un’altra occasione. Il costume però è un simbionte alieno wow (sul serio, chi scriveva ‘ste cose?) ed è cattivo. Quella che segue a questo evento e al repentino abbandono del costume alieno (che non coincide, attenzione, con il ritorno al rosso e blu, per quello ci vorrà l’intervento di MJ) da parte di Peter Parker è l’origine del villain di Spider-Man più brutto (solo per poco) che io conosca, capace presto di ritagliarsi il suo posto fisso nel marvelverso emancipandosi dalla sua controparte eroica: Venom.

E no, non posso darvelo il link alla lettura...

La stupenda opera di design della Variant per i 25 anni di PP, nonché numero in cui fa la prima comparsa Venom in bocca e muscolacci

Ma cos’era Venom in questa storia? Era praticamente Spider-Man, ma un po’ più grosso e con la bocca. Ma Venom è… No, con la bocca normale, umana. Niente denti da mostro, no all’iconica lingua talmente lunga da risultare in più occasioni prensile. Epperò, l’idea di una creatura mostruosa era già lì, presente nella sceneggiatura di quel numero, nell’idea che il mostro non attivasse i sensi di ragno del nostro eroe – il senso di ignoto, la paura, il mostro che striscia nel buio e che non puoi vedere -, che fosse uguale a lui, ma meglio, una sorta di riflesso distorto dell’Uomo Ragno creato in qualche modo da lui stesso e capace di tenergli testa. Solo che tutto questo non accade, e Venom resta un personaggio piatto sullo sfondo di una storia che si contraddistingue solo per essere in un numero anniversario. L’indecisione, direi, viene dal fatto che David Michelinie, l’autore della sceneggiatura, aveva certe idee su cosa fare del personaggio, mentre gli editori della testata ne avevano altre. Ma il disegnatore era d’accordo con gli editori, pare.

Lo sapete di chi erano le matite di questo numero? Probabilmente sì.
Per chi non lo sapesse, erano di Todd Mc Farlane. Sempre per chi non lo sapesse, ma immagino lo sappiate tutti, l’altro tizio nell’immagine non è Venom. Quel tizio lì con gli occhi verdi è Spawn (una cosa alla volta, ci ritorniamo).
Mc Farlane sostiene di aver creato Venom, nonostante il soggetto dovrebbe essere di Michelinie, e pare abbia pure ragione. A questo si aggiunga che Michelinie (che ha un nome impronunciabile) aveva allegato a questo primo Venom un aspetto orribile e uno degli alter-ego pensati peggio della storia dei fumetti. Ho sentito dire, dopo il restart dell’anno scorso, che ai fan mancava Eddie Brock. Io posso capire la nostalgia, gente, posso capire che magari il duo Venom-Brock ha attraversato le migliori fasi editoriali del personaggio e tutto, ma se devo giudicarlo per quello che ho letto e visto (poco, lo confesso), Eddie Brock può anche restarsene in disparte; in confronto Flash Tompson ha una profondità che levati, ragazzi.

Eddie Brock secondo Michelinie era un giornalista di successo che in seguito a una mossa falsa si ritrova a dirigere il traffico. Ehm, volevo dire a scrivere di gossip. Il fato vuole che ci fosse un modo per dare la colpa a Spidey, e così il signor Brock giura vendetta per la sua carriera rovinata (ok…). In questo momento, badate bene, Eddie Brock è solo un giornalista, un tizio magari pure piazzato, ma del tipo che trovereste dietro una scrivania in un ufficio qualunque, probabilmente non andava manco in palestra, non erano mica gli anni 10 di questo secolo. La voglia di vendicarsi però lo spinge ad allenarsi tantissimo e nel giro di due anni a diventare enorme e psicolabile e dopo a pensare al suicidio. Ma non si ammazza. È cattolico.

Stando al ritratto che ne fa la Marvel, il giornalista che ha giurato vendetta a un certo punto nella sua vita ha ora, senza alcuna spiegazione, un’enorme forza fisica e d’animo che gli consente di superare pressoché qualunque ostacolo e di essere l’ospite perfetto per dare una casa e alimentare il costume da spider-man alieno (ovvero Venom prima che fosse figo) senza pari. E in più pure Venom vuole ammazzare Spider-Man, con qualche ragione in più non per dire. Quindi niente, la passione comune per le chiese (in particolare per le campane) e per l’arrampicamuri li porta a conoscersi e ad amarsi.

Spawn

Ma torniamo a Spawn. Sarò breve perché questo articolo non parla di Spawn, ma dobbiamo passarci.
Spawn ci dice una cosa molto importante su Venom, o meglio sul Venom che conosciamo. Se infatti per davvero il personaggio finale (tralasciano tutte le dispute su chi avesse partorito l’idea del costume-simbionte, su chi avesse in origine deciso di dargli una vita oltre Parker e su chi lo abbia voluto come villain della suddetta storia) fu elaborato da Todd, allora cosa c’è di più semplice, per capire cosa Todd volesse da Venom, che guardare al suo Venom, quello vero?

Spawn, infatti, stando alle leggende, nasce dall’idea di Mc Farlane di fare le cose a modo suo, dopo essersi messo in proprio, su uno dei personaggi cui era legato nella Casa delle Idee. Ed ecco qui un costume vivo, capace di dotare il suo ospite di straordinaria forza e poteri, oscuro e controverso, indissolubilmente legato al male ma votato al bene, e, non da ultimo, nero, inserti bianchi, orribili denti, lingua mostruosa e luci diffuse verdi – di verde Venom aveva la bava, ma non per opera di Todd.
Insomma le somiglianze nel design dei due personaggi sono evidenti, e nessuno le ha nascoste. Qual è la principale differenza? Spawn non è un villain, e che io sappia non lo è mai stato.

Protettore Letale

Venom nasce per dare un villain interessante a Spider-Man nel suo 25° compleanno – avete fallito, ragazzi, mi dispiace – e si evolve da subito, per mano dei suoi stessi creatori, a diventare un eroe. Anche nella backstory di Eddie Brock, per quanto brutta, si può quasi intravedere il seme di ciò che sarà poi del personaggio, forse no e ce lo voglio vedere io, ma è per me è lì lo stesso. Era il 1988.
Quando Spawn viene messo su carta è il 1992. Al Simmons è un personaggio fatto bene e presumibilmente vende, mentre Venom no o non abbastanza, perchè nel 1993 la Casa delle Idee partorisce Venom: Lethal Protector, in cui Venom si avvia a diventare… Spawn. No, ok, sto esagerando, ma insomma ci siamo capiti.

Quando Venom divenne figo

La copertina del primo numero della miniserie Lethal Protector, che consacra Venom come anti-eroe.

Quello che succede con questa mini-serie è che vengono gettate le basi, le tematiche e creati i precedenti per tutto quello che sarà Venom negli anni a venire, anche quando non c’entra più niente né con Venom né con Lethal Protector, e persino quando nel 2018 gli viene in mente di farci un cinecomic supereroistico (dai che lo sapete di che sto parlando) è qui che ritornano.

Sì ma che c’è scritto dentro? Ve lo dico nella prossima puntata, perché per oggi io ho finito il tempo e voi avete finito la pazienza.


MrPrep

Aspirante studente e pigro dalla nascita, appassionato di storie in ogni forma e di sentenze sensazionalistiche poco argomentate. Per altri dettagli vi rimando all'autobiografia che non scriverò mai dal titolo provvisorio di 'Indecisi' - 'Mainstream' era già preso.